Silvio Benigno Crespi nacque a Milano il 24 settembre 1868. Dopo aver frequentato il ginnasio e il liceo presso l’Istituto Cesare Beccaria di Milano (allora chiamato S.Alessandro), passò all’Università di Pavia ove, a vent’anni, si laureò in giurisprudenza a pieni voti.
Recatosi in Francia, Germania ed Inghilterra per seguire gli sviluppi dell’Industria Manifatturiera, soprattutto degli impianti meccanici e tessili, lavorò prima a Colonia (Germania) e poi in Inghilterra a Oldham, presso la ditta Platt-Brothers (famosa produttrice di macchine tessili) e successivamente presso una banca londinese.
Perfetto conoscitore delle lingue francese, inglese e tedesca, nel 1889 entrò nell’azienda paterna, assumendone la procura generale.
Nel 1898 acquistò i brevetti Thomas Prevost per la mercerizzazione dei tessuti, ottenendo in tal modo il Gran Premio nel 1906 all’Esposizione Universale di Parigi e fondò poi il reparto di tintoria (che affidò al fratello Daniele).
Segretario del Circolo commerciale-agricolo-industriale di Milano e dal 1890 primo Presidente dell’Associazione fra gli Industriali Cotonieri, sostenne la battaglia doganale contro la Svizzera e pubblicò uno studio sui mezzi per prevenire gli infortuni sul lavoro e per l’assistenza sociale dell’industria.
Rimasto solo nel 1906 nella direzione dell’industria, quale membro del Consiglio Superiore dell’Industria e Commercio, si battè nella lotta per l’abolizione del lavoro notturno nelle fabbriche.
Eletto Deputato al Parlamento Italiano nel Collegio Elettorale di Caprino Bergamasco anche con l’appoggio dei cattolici (era un liberal-cattolico), svolse intensa attività in Parlamento a favore dell’industria e del commercio intervenendo sempre nei lavori delle Commissioni e tenne parecchi importanti discorsi alla Camera dei Deputati affrontando, fra gli altri, il problema della deviazione delle acque, il diritto per tutti al riposo festivo settimanale, la riduzione da 12 a 8 ore e la tutela sul lavoro dei minori e delle lavoratrici in stato di gravidanza.
Nominato Sottosegretario al vettovagliamento durante il periodo della guerra mondiale 1915-1918, si adoperò in tutti i modi affinché ai soldati al fronte non mancassero le derrate alimentari e alla popolazione tutta il necessario sostentamento giornaliero.
Ministro plenipotenziario subito dopo la prima guerra mondiale, lavorò indefessamente per una pace equa e duratura tra le ex potenze belligeranti, firmando il famoso Trattato di Versailles e di Saint Germain.
Fu Presidente della Banca Commerciale Italiana e della Società Ernesto Breda, Senatore del Regno d’Italia dal 1913, Presidente dell’Automobile Club d’Italia. Presiedette parecchie società idroelettriche e ottenne il brevetto per la costruzione di un telaio circolare da lui inventato e realizzato.
Con il Sen. Puricelli e Arturo Mercanti promosse, vincendo forti opposizioni, l’autodromo di Monza che venne inaugurato il 20 agosto 1922 e la Società per l’Autostrada dei Laghi (1927).
Studiò e realizzò le casse mobili ferroviarie, conosciute con il nome di container, e realizzò a Milano un piccolo stabilimento per la sterilizzazione del latte.
Amò sempre Busto Arsizio, patria dei suoi avi, e morì a Codrago (Como) il 15 gennaio 1944. Fu sepolto a Crespi d’Adda, accanto ai suoi operai, ai suoi genitori ed alla consorte Teresa Ghiglieri, deceduta il 9 settembre 1944.